I PUERI

"...Voi carissimi Fratelli e Sorelle, siete fieri di appartenere ad un'Associazione che ha come scopo principale quello di promuovere l'autentica musica "sacra"; con ciò voi stessi vi inserite coscientemente in tutta la plurisecolare tradizione della Chiesa, la quale, nel rendere alla Trinità Santissima il culto, si è servita della musica e del canto per esprimere i più profondi sentimenti religiosi del cristiano.
...Come la Chiesa, per quanto concerne luoghi, oggetti, vesti, esige che abbiano una predisposizione adeguata alla loro finalità sacramentale, tanto più per la musica, la quale è uno dei più alti segni epifanici della sacralità liturgica, essa vuole che possegga una predisposizione adeguata a tale finalità sacra e sacramentale, per particolari caratteristiche che la distinguono dalla musica destinata, ad esempio, al divertimento, all'evasione o anche alla religiosità largamente e genericamente intesa...
...La composizione e l'esecuzione di una vera musica sacra esigono una preparazione specifica, sia artistica sia spirituale-liturgica.
...Continuate con rinnovato fervore nell'opera magnifica, che è insieme sintesi di "arte" e di "fede"! Ma proprio perchè la musica sacra è espressione e manifestazione di fede, è necessario che nel vostro comportamento di cristiani, a livello interiore e a livello di testimonianza esteriore, ci sia una perfetta sintonia, una vera coerenza tra il vostro canto e la vostra vita.
...Se sarete autentici cristiani, con il vostro canto sarete degli evangelizzatori, cioè dei messaggeri di Cristo nel mondo contemporaneo!"

(Dal discorso di Papa Giovanni Paolo II, 21 Settembre 1980)

"Il canto corale liturgico soddisfa indubbiamente esigenze profonde dei giovani e questo contribuisce alla loro coesione.
Che la musica e il canto, anche come semplice ascolto, accomunino i giovani, lo si vede ovunque; nel caso del nostro gruppo c'è un aspetto attivo, quello di realizzare insieme, attraverso la fatica dell'addestramento, la fusione del canto corale, che in più può essere goduto anche da altri.
Per questo simbolo di unità che il gruppo dei Pueri Cantores rappresenta, la gente è certamente riconoscente e questo è una garanzia per la vita del gruppo.
Ogni iniziativa infatti suscita sentimenti ambivalenti, nei quali sono mescolate ammirazione e gelosia, gratitudine e invidia : verso i Pueri mi pare che i sentimenti positivi abbiano la prevalenza e questo è di buon auspicio anche per il futuro."

Giuseppe Galli
Docente di Psicologia
Facoltà di Lettere e Filosofia
Macerat
a

NATURA E FINALITA' DELL' ASSOCIAZIONE

Dallo statuto dell'Associazione Pueri Cantores "Domenichino Zamberletti" di Macerata:


Articolo 2


2.1 - L'Associazione è aggregata alla Federazione Italiana delle Associazioni di Pueri Cantores e, per il tramite della stessa, è affiliata alla Federazione Internazionale "Pueri Cantores".
2.2.- L'Associazione può aderire ad altri sodalizi di carattere naz ionale o internazionale che operano nel campo musicale.

E' di fondamentale importanza l'affiliazione del nostro coro ad una federazione internazionale, in quanto ci si rende conto che i propri impegni e i propri valori sono condivisi da decine di migliaia di bambini e ragazzi in tutto il mondo; questo fatto dà sicuramente un impulso vitale alle attività del gruppo.


Articolo 3


3.1 L'Associazione si ispira alla memoria di Domenichino Zamberletti, e ha come Patrono San Domenico Savio.

Chi è Domenichino Zamberletti? Spesso ci viene rivolta questa domanda e noi rimaniamo a bocca aperta, perché non sappiamo niente di lui. Non è un politicante, uno che aveva cariche importanti, un uomo d'affari, un ricco commerciante. Domenichino Zamberletti è, o meglio era un ragazzo morto a tredici anni di leucemia. La sua importanza e la sua grandezza stanno nel fatto che ha dedicato la sua vita al servizio di Dio e del prossimo.


Articolo 5


5.1 L'Associazione Pueri Cantores non ha fini di lucro.

Tutte le entrate del coro (concerti, matrimoni, sovvenzioni, quote d'iscrizione, donazioni e offerte) vengono utilizzate per l'organizzazione delle varie attività, per la manutenzione della sede e per venire incontro economicamente ai soci in occasioni di gite, trasferte, viaggi ecc.


Dall'articolo 4 dello statuto:

 

Ogni uomo per crescere e mogliorare deve porsi degli obiettivi; a maggior ragione un'associazione come la nostra non ha motivo di esistere se non ha delle mete prefissate.

nello statuto del coro c'è un lungo articolo dove sono elencate le finalità dell'Associazione; tra tutte citiamo le seguenti:

- promuovere tra i componenti dell'associazione la conoscenza e la pratica del canto sacro e liturgico, specie gregoriano, del canto religioso e del canto popolare e folkloristico, sviluppando, per mezzo di tale attività, la formazione spirituale, intellettuale e artistica dei singoli soci;

- provvedere al servizio del canto liturgico presso la Chiesa del Sacro Cuore di Macerata, nei giorni e negli orari preventivamente stabiliti e concordati con il Parroco;

- educare i ragazzi e i giovani, con la collaborazione loro e dei loro genitori, all'autogoverno, alla responsabilità e all'organizzazione, attraverso l'autogestione della loro Associazione allo scopo di prepararli ad assumere coscientemente il proprio posto nella società;

- favorire la formazione religiosa e morale dei ragazzi e dei giovani associati;

- promuovere, tra tutti i componenti l'Associazione e i membri dei sodalizi ai quali la stessa è aggregata, un'intesa fraterna, fondata su vincoli di sincera amicizia, invitando tutti i fanciulli e i giovani del mondo ad unirsi per cantare concordemente la pace di Cristo.

DIRITTI E DOVERI DEI SOCI

La convivenza, all'interno di un gruppo, è possibile solo se ogni singolo membro osserva le regole basilari, che il gruppo stesso si è dato. Di conseguenza ognuno ha la possibilità di esercitare i propri diritti.

 

Articolo 9

 

9.1 - I soci ordinari, in regola con il versamento della quota annua sociale e della quota assicurativa annuale, hanno diritto:a. a ricevere la tessera e il distintivo dei Pueri Cantores;b. ad indossare l'abito proprio dei Pueri Cantores;c. ad essere compresi nell'assicurazione collettiva contro gli infortuni, contratta dall'Associazione;d. a partecipare a tutte le iniziative e manifestazioni, adunanze e convegni che l'associazione promuove e organizza, o cui la stessa prende parte;e. ad eleggere e ad essere eletti nelle cariche sociali;f. a presentare proposte e reclami al Consiglio Direttivo.

 

Articolo 10

 

10.1 - I soci ordinari hanno il dovere:a. di partecipare regolarmente a tutte le iniziative promosse dall'Associazione e a tutte le attività sociali preparatorie ed esecutive stabilite dal Consiglio Direttivo;b. di tenere, anche al di fuori dell'Associazione, un comportamento esemplare e coerente con l'impegno assunto con la propria adesione all'Associazione;c. di versare, entro i termini fissati e nei modi stabiliti, le quote associative ed assicurative annuali;d. di vivere in spirito di fratellanza e di armonia con gli altri associati e di praticare rispetto ed obbedienza nei confronti dei dirigenti e dei rappresentanti dell'Associazione.

STRUTTURA DELL' ASSOCIAZIONE

Gli organi principali dell'Associazione sono:

 

- l'Assemblea Generale dei Soci;

- l'Assemblea Generale dei Genitori;

- il Consiglio Direttivo.

 

L'Assemblea Generale dei Soci è composta da tutti i membri del coro che hanno versato la quota associativa. I compiti più importanti di questo organo sono:- eleggere i membri del Consiglio Direttivo;- decidere sulle questioni che il Consiglio Direttivo ritiene più opportuno sottoporre alla sua valutazione;- approvare il consuntivo e il preventivo economico annuale.L'Assemblea Generale dei Genitori è composta dai genitori dei soci ordinari. L'Assemblea può eleggere i propri rappresentanti nel Consiglio Direttivo e tramite loro avanzare proposte e reclami.Il Consiglio Direttivo è composto da nove soci ordinari regolarmente eletti dall'Assemblea dei Soci, dai due rappresentanti dei Genitori e da un rappresentante della Parrocchia.I membri del Consiglio Direttivo vengono eletti ogni due anni. I compiti principali del Direttivo sono:- promuovere e controllare l'attività e lo sviluppo dell'Associazione;- convocare le Assemblee dei Soci e di Genitori;- esaminare le proposte e i reclami e decidere su di essi;- fissare l'importo della quota annuale di iscrizione.

(Estratto dallo statuto del coro Pueri Cantores)

 

IL DISTINTIVO

Probabilmente sono molto pochi coloro che sanno interpretare il distintivo del nostro coro.Dato che esso ci accompagna ovunque (lo troviamo sulla veste, sulla borsa del coro, in sede, sulle parti, sui cartelli che usiamo per le gite, ecc.)è bene che tutti vengano a conoscenza del suo significato.

  • 1. "C" come cantare.

  • 2. Esprime velocità: il canto è immediato nel          penetrare.

  • 3. Le due "C" viaggiano nello spazio: il canto purifica lo spirito

  • 4. L'azzurro dei contorni delle "C" esprime chiarezza: il canto apporta serenità e pace al cuore dell'uomo.

 

Progetto originale: Luciano Altesini

Esecuzione grafica: Carlo Torresi 

 

LA VITA DEL CORO

Le principali attività del coro sono necessariamente legate all'arte del canto sacro, anche se non mancano momenti ricreativi e di crescita spirituale.
Gli impegni principali sono l'animazione della Messa domenicale nella Parrocchia del Sacro Cuore e le prove che si tengono tre volte alla settimana.
Le tappe fisse della vita artistica del gruppo sono i concerti di Natale, il Cantanatale ( rassegna di canti natalizi per i bambini delle scuole elementari), i concerti di Pasqua e, dal 1994, l'organizzazione di "Poliphonica", una rassegna di cori appartenenti alla Federazione dei Pueri Cantores, in memoria del M° Fernando Morresi, l'indimenticabile fondatore del nostro coro, scomparso prematuramente nel 1988.
Oltre a questi appuntamenti, il coro partecipa ai Congressi Nazionali e Internazionali, organizza gemellaggi con altre corali, anima matrimoni e tutte le altre manifestazioni liturgiche e non, dove è richiesta la sua presenza.
Momento cruciale per la vita dell'Associazione è la Vestizione dei nuovi cantori in occasione della festa di Santa Cecilia, protettrice dei cantori (22 Novembre), accompagnata dalla tradizionale cena sociale alla quale partecipano gli attuali coristi, gli ex e i genitori.
La crescita spirituale degli iscritti, oltre che favorita dalla bellissima esperienza del canto, è curata da don Piergiorgio Copparo, attraverso incontri che stimolano la riflessione e la preghiera.
Due volte l'anno il coro si "ritira" in uno dei molti monasteri della provincia per un week-end con lo scopo di confrontarsi, pregare, imparare e crescere secondo il buon augurio del fondatore della Federazione, Mons. Maillet:
"Un giorno tutti i fanciulli del mondo canteranno la pace di Dio".
Per venire incontro al naturale bisogno di svago e divertimento dei giovani coristi, si organizzano inoltre gite, uscite e campeggi.

 

DECALOGO

Come ogni associazione e categoria che si rispetti,anche noi abbiamo il nostro decalogo:

  • 1. I cantori anziani hanno sempre ragione.

  • 2. Diffidare delle "cantrici", sia giovani, sia anziane.

  • 3. Mentre si canta, anche se non è un bello spettacolo, guardare sempre il direttore.

  • 4. Non fare la scherma con i crocefissi della divisa.

  • 5. Non frustarsi a vicenda col cordone della divisa.

  • 6. Non fare barchette, aeroplanini e ranocchiette saltanti con le parti.

  • 7. Provvedere al sostentamento dei cantori anziani durante le uscite.

  • 8. Se sopraggiunge il sonno durante la Messa o le prove, dormire pure, ma senza russare.

  • 9. All'uscita dalla Messa, il primo che suona la campanella di fianco all'altare, vince un ricco premio.

  • 10. Chi non intende prendere sul serio tutte e dieci le regole di perfezione, cerchi di osservare almeno la prima.

 

CHI E' DOMENICO ZAMBERLETTI ?

Spesso ci viene rivolta questa domanda e noi rimaniamo a bocca aperta perchè non sappiamo nulla di lui.Non è un politicante, uno che aveva cariche importanti, un uomo d'affari, un ricco commerciante. Domenichino Zamberletti è un ragazzo morto a tredici anni di leucemia.La sua importanza e la sua grandezza sta nel fatto che ha dedicato la sua vita al servizio di Dio e del prossimo.Era nato il 24 agosto 1936 in una casa situata presso l'antico santuario del Santa Maria del Monte di Varese.I genitori avevano un ristorante e lui fin da piccolo li aiutava anche con i lavori più umili.Sua grande passione era la musica, tanto che a 9 anni divenne l'organista ufficiale del Santuario.Suonare in onore della Madonna era la sua felicità; spesso invitava le ragazze dell'albergo e le faceva cantare.La messa era il centro della sua vita, la comunione quotidiana un punto di riferimento: "Non so dire la gioia che trovo durante tutta la giornata...Anche se tu mamma mi picchiassi e mi sgridassi o se prendessi dei brutti voti a scuola, non me ne importerebbe niente di niente! Io non sento più nulla al di fuori di questa gioia".Il suo modo di pregare era tutto interiore e unificarsi alla volontà di Dio minuto per minuto era la preghiera migliore per lui.Egli non faceva molte chiacchiere per svelare i suoi sentimenti, perciò Dio solo conosce la profondità della sua virtù e ciò che gli costò acquistarla.A scuola andava sempre molto bene.Consapevole delle proprie doti ringraziava il Signore e le metteva a disposizione degli altri.Come tutti i ragazzi amava più il gioco che lo studio, ma nell'impegno scolastico si sforzò di vedere uno strumento di maturazione della propria personalità e di lode a Dio.Le lodi gli davano fastidio: volle passare inosservato e spesso ci riuscì.Per i poveri aveva una tenerezza grande e soprattutto per i cosiddetti "barboni" senza casa e senza tetto.Non sfuggiva i "compagni cattivi"; sapeva prendere ciascuno dal suo lato debole ed era capace di discutere animatamente di Bartali e di Coppi, della Juve e dell'Inter, per farsi amico di quel tale o tal altro e così far poi leva sul suo cuore.Domenichino aveva una dote speciale fin da piccolo, una dote che è difficilissimo trovare unita alla dolcezza, alla serenità, alla carità: la capacità di comando.La parola "festa" ebbe grande importanza per lui: la sua esistenza fu caratterizzata dalla gioia.Il contatto con i sacerdoti del santuario accese in lui il desiderio, mai attuato, di essere sacerdote.Nei primi di gennaio 1949 cominciarono a comparire i primi sintomi della malattia e momenti di sofferenza si alternavano a momenti di tranquillità.La malattia peggiorava sempre più: fu ricoverato a Milano e poi a Varese, senza risultati.Era felice di soffrire perchè diceva:"Questo mio male è una fortuna: pensa mamma, quante persone vengono a trovarmi. Non avrei conosciuto tutta questa gente se fossi stato sano" e "il Signore mi ha dato tutto ed è giusto che ora mi dia la malattia; se il chicco di grano non è macinato non può trasformarsi in pane"."Perderò la pazienza o saprò resistere?"Questo dubbio costituiva per lui una sofferenza morale più pesante della malattia stessa. Sapeva che presto sarebbe morto e non voleva che si pregasse per la sua guarigione: era un portargli via il paradiso."Ho tanti mali terribili, ma non dirlo alla mamma, se no soffre di più. Vedi, Gesù ha già segnato per me, non c'è niente da fare. Anche i dottori fanno di tutto, ma non possono fare niente", diceva ad un infermiere di Milano.Tutti i venerdì Domenichino stava male, le sue sofferenze aumentavano in modo impressionante: teneva compagnia a Gesù nella sua passione.L'ultimo Venerdì Santo fu atroce: alle tre in punto del pomeriggio cessò il respiro ed il battito del cuore si fece impercettibile. Giacque così come morto fino alla domenica mattina, giorno di Pasqua, quando al suono delle campane si riebbe e ricominciò a respirare e a muoversi normalmente."Hai dato tutto a Gesù - disse il padre - hai agonizzato con Lui e le tue sofferenze hanno raggiunto il colmo"."Ma papà, cosa dici? Gesù ha sofferto molto più di me!"."La mia tomba devi farla bella, mamma, niente angeli piangenti o catene spezzate, per carità! Perchè è tutta una gran festa, capisci, tutta una gran festa! Quelli che vengono a trovarmi non devono avere l'impressione che la morte sia una cosa triste: la morte non è triste!".Era il 29 maggio 1950, quando in seguito ad una crisi spirò esclamando:"Mamma ora sto bene! Mi viene incontro la Madonna! Com' è bella! Ora vado in Paradiso!...".Domenichino ci ha mostrato che ognuno, con le proprie forze, può arrivare ad una fede matura e mettersi sulle tracce di Cristo.Chi dà spazio e collaborazione all'iniziativa di Dio, può superare ostacoli, che in una prospettiva solo umana sono insormontabili.Solo il trionfo del vero e del bene, sembra dirci Domenichino, è quello che conta e che rende felici.(da un articolo di Barbara Polacchi per il XXV del coro)Don Fernando affascinato dalla lettura che illustrava la figura e la vita di Domenichino Zamberletti, organista e cantore del Santuario di Santa Maria del Monte di Varese, nel Natale del 1960, anno di fondazione dei Pueri Cantores di Macerata, volle battezzare il coro con il nome e sotto la protezione celeste di questo ragazzo.